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Dino Buzzati è il più importante scrittore bellunese, nasce a Belluno il 16 ottobre del 1906. Terminati gli studi classici, si laurea in legge a Milano e nel 1928, inizia l'attività di cronista per il Corriere della Sera di cui, in seguito, diviene inviato speciale. Proprio per il Corriere egli diverrà spettatore e cronista di guerra, ma anche corrispondente di avvenimenti sportivi e di costume, come il Giro d'Italia del 1949.
L'esordio letterario avviene nel 1933 col libro Barnabo delle Montagne e prosegue con Il Segreto del Bosco Vecchio, pubblicato nel 1935. La fama a livello italiano ed europeo viene però raggiunta grazie a Il deserto dei Tartari, nel 1940, e I Sette Messaggeri, nel 1942. Dino Buzzati dev'essere considerato un artista a tutto tondo, poichè oltre che come giornalista e scrittore egli si cimentò nella poesia, negli adattamenti teatrali e anche in pittura, sempre dimostrando una straordinaria sensibilità.
Pur risiedendo a Milano per tutta la vita, Buzzati rimase sempre molto legato alla sua città natale, tanto che ritornava spesso e aveva, alle porte di Belluno, una magnifica villa di famiglia. I soggiorni bellunesi di Buzzati erano caratterizzati da escursioni in montagna e passeggiate lungo il fiume Piave oppure da gite in bicicletta lungo la Valbelluna; il legame con questi luoghi rimmarrà sempre fortissimo e le loro descrizioni compaiono spesso nelle sue opere letterarie e in quelle giornalistiche. All'opera di Dino Buzzati fanno riferimento l'Associazione Internazionale che ne porta il nome e il Centro Studi, che ha sede a Feltre.
Sentiero Dino Buzzati

Dall'abitato di Giaon, in prossimità di Limana, parte il sentiero dedicato a Buzzati. Il primo tratto è costituito dalla via crucis, un percorso che con brevi tornanti conduce alla chiesa della Madonna di Parè (altitudine 480 m). Questo percorso è stato realizzato nel 1842 su iniziativa di don Giuseppe Sandi, in concomitanza con il restauro della chiesa di Limana. I quattordici capitelli, già ricostruiti nel corso del XIX secolo, furono nuovamente restaurati nel 1946 come voto della popolazione durante la Seconda Guerra Mondiale. Ancora oggi sono visibili i nomi delle undici frazioni e delle due famiglie che, con il Comune, contribuirono alle spese di restauro. La chiesa di Parè, punto di arrivo della via crucis, è nota per aver alimentato leggende sui vari eremiti che vi avrebbero vissuto. Nei pressi della chiesa sono state effettuate inoltre importanti scoperte archeologiche. Il sentiero Buzzati prosegue in salita attraverso stradine e mulattiere che conducono al pianoro di Laste (la strada è ben segnalata con tabelle). Una volta giunti a Laste, è possibile ammirare un vecchio capitello di incerta attribuzione, in origine forse dedicato a Santa Rita, santa cui lo stesso Buzzati era particolarmente legato, tanto da riprenderla per i suoi ex voto. Poco dopo si devia per prendere la strada asfaltata sulla destra, la si segue per 400 metri fino a che la strada si fa di nuovo sentiero e si arriva presso un bar-ristorante. Davanti al locale si devia nuovamente a destra per il sentiero che porta a San Pietro in Tuba (altitudine 796 m). Seguendo ora la strada asfaltata si prosegue fino al capitello di Santa Rita, che ospita un quadro votivo dipinto da Dino Buzzati nel 1971, quando ormai lo scrittore era già gravemente malato. In precedenza, egli aveva dipinto trentanove ex voto immaginari, dedicati ai fantasiosi interventi operati da Santa Rita (nota per essere la santa dei casi disperati), nel contesto dell'opera letteraria I Miracoli di Valmorel. L'architetto Alpago Novello suggerì di dare vita a questa saga, realizzando un capitello dedicato alla santa. Buzzati, sebbene fosse laico, accettò di realizzare il quadro che successivamente venne esposto nel capitello. Proseguendo, si arriva nella grande radura di Valpiana (altitudine 860 m), in un contesto naturale di grande valore. Il luogo infatti conserva delle zone umide di torbiera che costituiscono un biotopo di elevato interesse. Qui, una tabella fornisce informazioni naturalistiche sul sito. In direzione Valmorel si trova il tiglio detto 'di Buzzati', dove lo scrittore amava sostare durante le sue passeggiate in questa zona (2,7 km dal capitello di Santa Rita). Il ritorno avviene per la stessa via. Il sentiero è percorribile durante tutto l'arco dell'anno. Il tempo necessario a compiere il giro va dalle tre alle quattro ore. Il dislivello totale è di 510 metri ed il grado di difficoltà non è elevato. |